Fondo antico

Fondo del Convento Ss. Redentore (VR)

Il Fondo Ss. Redentore riunisce i volumi provenienti dalla Biblioteca dell’omonimo Convento sito nel Cimitero Monumentale di Verona.

Durante la Seconda Guerra Mondiale il convento venne in buona parte distrutto. Una volta riedificato un incendio, nell’agosto 1956, ne distrusse nuovamente una parte. Eseguiti i lavori di restauro, nel giugno del 1958 vengono acquistati nuovi scaffali per la biblioteca.

Attorno agli anni ‘80 il convento è oggetto di nuovi lavori ed ampliamenti in vista della sua trasformazione a struttura da adibire alla formazione per gli studenti dei primi anni del post-noviziato.

Di queste fasi di ricostruzione ed ampliamento vissute dal convento resta traccia anche nel patrimonio librario che risulta aver subito diversi spostamenti e catalogazioni in epoche diverse: gran parte dei volumi reca infatti sul dorso e in genere nelle carte di guardia o nelle pagine preliminari tre diverse collocazioni (segnature originarie): la prima, nei casi in cui si è conservata si trova sulla parte superiore del dorso ed è costituita da un cartellino di colore verde a forma di rombo, di epoca ottocentesca, recante l’indicazione di scaffale, fila e numero; la seconda, apposta probabilmente dopo l’incendio, a seguito del restauro, è costituita da un timbro ad inchiostro rosso di forma rettangolare apposto sulle carte di guardia o sulle pagine preliminari recante la dicitura: Biblioteca Convento del Cimitero Verona, con indicazione di scaffale e fila; la terza è costituita da un’etichetta apposta nella parte inferiore del dorso recante la dicitura SS. Redentore Verona, lettera maiuscola corrispondente al palchetto e numero, che si trova anche nello schedario cartaceo.

Quale fosse la consistenza globale della biblioteca antica e moderna e quali fossero le materie più rappresentate si può evincere dal catalogo cartaceo a schede in parte manoscritto e in parte dattiloscritto risalente probabilmente alla catalogazione del materiale attorno agli anni ’80.

In ogni caso il fondo antico si compone di 2.528 volumi per un totale di 3.162 schede bibliografiche (115 cinquecentine; 169 seicentine; 2.878opere del ‘700 e dell’800).

Molti dei volumi provengono da altre biblioteche dei conventi dei frati minori del Veneto, come attestano le note di possesso manoscritte apposte sui frontespizi (Convento di S. Lucia di Vicenza, di S. Francesco di Ceneda, di S. Antonio di Verona, S. Carlo di Padova, S. Francesco del Deserto, S. Francesco di Castelfranco). Dagli ex libris si deduce inoltre che il fondo è stato incrementato anche grazie a lasciti di privati (Francesco Nodari, Verdari D.D., Diedi, Sancassanu Luigi, prete e regio professore, Tommasi Francesco, Giovanni Faccioli Domenicano, Andrea Oliboni, Angelo Domenico Castellani)

Dal punto di vista contenutistico si può senz’altro affermare che gli esemplari conservati all’interno del fondo riguardano tutte le discipline del sapere. Oltre a testi di argomento teologico, quali raccolte di orazioni, opere di predicazione, grandi edizioni patristiche (Ireneo, Gregorio Nazianzeno, Ambrogio, omelie di Basilio Magno, opera omnia di Giovanni Crisostomo), scritti di agiografia, di liturgia, di teologia commentati da santi e dottori della Chiesa, si evidenziano in particolar modo opere storiche di cronisti e testi di legislazione, come constitutiones, decreta, ordines et statuta emanate da collegi, confraternite, dalle Diocesi di Padova o di Verona, dalla Repubblica di Venezia, classici greci e latini, trattati di geometria, arte, pittura, architettura, libri che trattano di geografia di singoli paesi, guide artistiche o storico geografiche sia nazionali che locali, in particolare sulla città di Verona, Venezia, Pisa, Genova, Ferrara, ecc., sulla storia e sugli usi e costumi di un singolo paese, racconti di viaggio, racconti di popoli di paesi lontani. Molti sono i volumi con un ricco apparato illustrativo, con piante e vedute prospettiche delle città o comunque ornati da incisioni di carte geografiche e topografiche. Alcuni risultano composti interamente da xilografie, da incisioni calcografiche e litografiche.