Fondo antico

Fondo del Convento di S. Michele in Isola (VE)

La biblioteca di San Michele in Isola dal 2008 è conservata presso la biblioteca di San Francesco della Vigna dove è stata trasferita grazie all’autorizzazione della Direzione dei Beni Culturali della Regione del Veneto in accordo con il Comune di Venezia. Il trasferimento di tutto il materiale si è reso necessario in seguito alla chiusura del Convento di San Michele. Tutti i volumi prima di essere collocati nei nuovi depositi dotati di climatizzazione sono stati sottoposti a spolveratura e controllo dello stato di conservazione.

La presenza dei francescani a S. Michele in Isola risale al 1829. Il nucleo originario della biblioteca di S. Michele si costituisce senz’altro grazie ai volumi che i frati si portano appresso quando fanno il loro ingresso nel convento: si tratta di libri che i religiosi sono riusciti ad acquistare negli anni in cui vigeva la soppressione o che sono riusciti a sottrarre dalle biblioteche dei vari conventi prima che vi venissero apposti i sigilli da parte del Demanio. Anche diversi sacerdoti secolari e privati concorrono all’incremento della biblioteca attraverso donazioni e lasciti più o meno cospicui: fra essi si ricordano nel 1830 don Francesco Molin, parroco di Casier, don Giuseppe Beltramello nel 1831, don Angelo Mondin nel 1847, don Giuseppe Viel, don Girolamo Zendrin, don Ferdinando De Medici, vicario di S. Benedetto in Venezia e Giannantonio Moschini, che profondamente legato al convento di S. Michele, lascia la sua raccolta delle edizioni in varie lingue Dell’imitatio Christi, la collezione di lettere autografe, e diversi volumi a stampa. Grazie a queste donazioni nel 1856 la biblioteca, con i suoi 6.160 volumi, gode di prestigio e notorietà; prestigio e notorietà che però hanno breve durata perché nel 1866, con la soppressione italiana, l’istituzione viene incorporata alla Biblioteca Municipale del Museo Correr: i materiali più preziosi vengono trasferiti appunto al Correr, mentre a S. Michele restano circa 4.000 volumi che vengono a costituire la Biblioteca Comunale di S. Michele in Isola: ai religiosi viene affidata la custodia del materiale con l’obbligo di apertura nei giorni di lunedì e mercoledì dalle 10 alla 16. Nel 1894 i frati, dopo aver presentato regolare richiesta, ottengono dal Municipio il permesso di utilizzare liberamente dei volumi della Biblioteca Comunale e di poter usufruire degli scaffali liberi per i volumi personali, avendo sempre la cura di tenerli però separati da quelli comunali, separazione netta che vige tuttora, dopo il trasloco a S. Francesco della Vigna.

Dopo questa difficile fase la biblioteca di S. Michele riprende vita grazie soprattutto all’amorevole interessamento di padre Gianfrancesco Ghedina da Venezia, che grazie a doni, lasciti e acquisti nel 1899 la porta a dodicimila volumi. Vanno ricordate in particolare le donazioni del libraio e antiquario Giulio Gattinoni, quella di don Agostino Catullo che nel 1917 dona ben 4.850 volumi, quella di Giuseppe Chiussi nel 1922, di don Giuseppe De Cecco parroco di Sant’Eufemia, di don Vittore Reginato parroco di Trebaseleghe, degli eredi dell’ingegnere Marangoni, quella del canonico Federico Longo nel 1923, e per finire quella di monsignor Ferdinando Apollonio arciprete della basilica di S. Marco, che profondamente legato al convento destina tutta la sua biblioteca. L’ultimo bibliotecario di S. Michele è stato padre Vittorino Meneghin, morto a Venezia nel 1993: a lui si deve la redazione dei cataloghi cartacei degli incunaboli, cinquecentine e dei manoscritti.

La biblioteca di S. Michele allo stato attuale annovera, oltre ai 4.000 volumi appartenenti alla Biblioteca del Museo Correr, secondo il calcolo fatto da padre Vittorino Meneghin, all’incirca 8.000 edizioni antiche fra cui un centinaio di incunaboli, 230 manoscritti, numerose lettere autografe, 40 corali, quasi tutti scritti e miniati da frati dell’Ordine e soprattutto da padre Giovanni Marinali da Bassano, che si distinse per le sue particolari doti di copista e miniatore, 20.000 volumi moderni e 10.000 opuscoli tra antichi e moderni.

Fino ad oggi, grazie a finanziamenti della Provincia Veneta dei Frati Minori, della Regione del Veneto e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sono stati catalogati 6.010 per un totale di 7.297 schede bibliografiche (124 incunaboli; 757 cinquecentine; 686 seicentine; 5.730 opere del ‘700 e ‘800). Si sono individuati esemplari un tempo appartenuti a ben 37 conventi della Provincia: le biblioteche di cui si sono rintracciate consistenze significative sono in ordine quella di San Francesco di Ceneda, sobborgo di Vittorio Veneto, di Santa Maria delle Grazie di Conegliano , di San Bonaventura di Venezia, di San Francesco del Deserto, di Santa Maria del Gesù di Treviso, di San Giuseppe di Vicenza, di Santa Maria delle Grazie di Valdagno, di San Bernardino di Collalto e di San Girolamo d’Asolo. Stanno riprendendo corpo anche le raccolte di diversi donatori privati e secolari: tra esse spiccano quelle di Bartolomeo Zorzi da Zuel di Cortina d’Ampezzo e quella di Ferdinando Apollonio.

Dal punto di vista contenutistico si può senz’altro affermare che i volumi conservati nella Biblioteca di S. Michele, o meglio nelle biblioteche di San Michele, riguardano tutte le discipline del sapere: in molti casi si tratta di prime edizioni o edizioni rarissime come ad esempio l’editio princeps dell’Exercitio spirituale, stampato a Venezia nel 1514, composto da frate Antonio d’Atri mentre era guardiano nel convento di Gerusalemme. Questa, al momento, è l’unica copia conosciuta in Italia secondo Edit16 e SBN, un’altra si trova presso la Biblioteca Colombina di Siviglia.

Abbondante risulta pure il materiale dotato di un ricco apparato iconografico, come ad esempio il Supplementum Chronicarum del monaco agostiniano Giacomo Filippo Foresti, stampato a Venezia nel 1492. Anche questo esemplare è testimone dei numerosi passaggi avvenuti nel corso degli anni: Nardi Matteo; Convento di Santa Maria delle Grazie di Conegliano; Convento di San Francesco di Ceneda; Marini Marino.

Altro esemplare riccamente illustrato risulta essere la Margarita philosophica nell’editio princeps di Friburgo del 1503, una delle più complete enciclopedie illustrate usate nelle università tedesche come libro di testo, con cui l’autore Gregor Reisch,

Nella biblioteca di San Michele non mancano nemmeno i testi sottoposti a censura come ad esempio i Sei libri della Cosmographia universale di Sebastian Munster, uno dei più importanti umanisti ed eruditi tedeschi, o la Theologia naturalis di Ramon de Sabunde.