Fondo antico

Fondo Candido Romeri

Il francescano Candido Romeri (1919-1979) era laureato in teologia dogmatica e diplomato in archivistica, paleografia e diplomatica presso l’Archivio di Stato di Venezia. Uomo versatile e dai molteplici interessi, studioso di storia ecclesiastica e ricercatore. Il suo gusto collezionistico lo portò a raccogliere 144 volumi antichi (per un totale di 173 opere catalogate: 7 manoscritti, 1 incunabolo, 23 del ‘500, 31 del ‘600, 108 del ‘700, 3 del primo ottocento) con caratteristiche specifiche che li rendono particolarmente interessanti.

Buona parte dei volumi del Romeri risultano acquistati dopo accurate ricerche nei cataloghi antiquari: alcuni di essi recano infatti sul verso del piatto anteriore il cartellino con indicazione della libreria antiquaria (Libreria Forni di Bologna, catalogo Delfino), collocazione, numero attribuito all’edizione nel catalogo, materia d’appartenenza, ecc.  Su quasi tutti poi il Romeri, in genere, segna sul piatto posteriore e sulle carte di guardia la data di ricevimento o di acquisto e il prezzo pagato.Le tracce d’uso e di possesso sui volumi rivelano la presenza di esemplari un tempo appartenuti a conventi maschili e femminili, come ad esempio quelli dei Francescani Riformatori di Cittadella e di Ceneda, del Convento di Santa Maria del Gesù di Treviso, altri appartenuti a privati o a religiosi: Vittorio Valeri, don Francesco Secco d’Aragona, Amerigo Guerreschi. La sua nota di possesso si trova sul volume che reca il titolo Vite e sante attioni di Francesco Gonzaga vescovo di Mantova descritte da Cesare Sacco, stampato a Mantova nel 1624: questo volume prima di essere appartenuto al Guerreschi è appartenuto anche a un tal Marco Borromeo, come si legge alla fine: “Questo libro sia di me Marco Borromeo Manta 1606).

L’analisi della raccolta permette di affermare che il Romeri nell’acquisto era mosso da un interesse bibliofilico orientato verso le prime edizioni di volumi a carattere teologico, dogmatico, devozionale, di edificazione spirituale, anche se non mancano delle vere e proprie rarità come: Pomponius Mela. Iulius Solinus. Itinerarium Antonini Aug. …, stampato a Venezia da Aldo Manuzio & Torresano nel 1518; la celebre De totius orbis descriptio di P. Mela; la raccolta di Memorabilia di Solinus, L’itinerarium di Antoninus Augustinis, l’Operageografica di Vibius Sequester, Il De regionibus Romae di p. Victor e il De situ orbis di Dionysius Afer nella versione latina di Priscianus. Altra opera che merita attenzione è l’Indice degl’huomini illustri di Girolamo Ruscelli, pubblicata postuma a Venezia nel 1572 presso Comin da Trino di Monferrato. Il fondo Romeri conserva anche un’edizione del Roccolo. Ditirambo di Aureliano Acanti (pseudonimo di Canati Valeriano), stampato a Venezia nella stamperia Pezzana nel 1754. L’opera ha per oggetto la caccia e l’enologia: in essa vengono descritte le qualità dei vini del territorio vicentino; sul frontespizio ha una vignetta calcografica raffigurante Bacco sulla botte; all’interno una grande tavola raffigurante la villa veneta e il roccolo dei conti Ghellini a Novoledo vicino a Verona.

Romeri si configura quindi come un collezionista piuttosto attento ed esigente, talvolta infatti alla fine dei volumi registra qualche annotazione sul loro stato di conservazione o sulla qualità dell’edizione (bello, esemplare intonso).