Fondo antico

Fondo del Convento di San Daniele di Lonigo (VI)

L’origine del convento di S. Daniele in Lonigo risale al secolo del Serafico Padre S. Francesco. Gaetano Maccà nella sua Storia del Territorio Vicentino scrive che nel 1243 Bonvisino di Sarego dispose per testamento che fosse venduto il suo terreno a Bagnolo, per la costruzione a Lonigo di una “domus et ecclesia” per accogliervi i Frati Minori. Dieci anni dopo, 1253, Zilio Teco di Offenduccio, egualmente per testamento, dispose di lasciare un’offerta per i frati di Lonigo; segno che la casa francescana era già una realtà. Poi durante tutto il Trecento nessuno più ne parla.

Nella prima metà del Quattrocento, i leoniceni, con insistenza, chiesero al Papa Nicolò V, la presenza dei Frati Minori dell’Osservanza, impegnandosi a costruire per loro una nuova casa. Lo attesta Francesco Gonzaga nella sua opera “De origine seraphicae Religionis Francescanae”. La bolla di Nicolò V giunse nel 1447 con ampie concessioni. La nuova casa, sorta sulle rovine del vecchio romitaggio, ospitò lungo i secoli religiosi distinti per santità e cultura. Nel 1795 divenne anche convento di Ritiro, ma nel secolo successivo, nel 1810, Napoleone ne decretò la soppressione.

La rinascita della comunità avvenne nel 1891 per interessamento di Don Domenico Toffanin di Lonigo e del P. Provinciale Serafino da Bollentina. Seguì il restauro della chiesa e del convento che, in seguito, divenne sede del noviziato e poi dello studentato filosofico e teologico. Nel 1916, da Monselice vi fu trasferito il collegio serafico, il quale andò tanto crescendo che fu necessario costruire il nuovo collegio inaugurato nel 1925. Una seconda ala, fu aggiunta nel 1956.

Il fondo librario antico, ricostituito dopo la seconda metà del XIX secolo è composto da più di 4.000 volumi, fra cui una decina di incunaboli, alcune centinaia di volumi del ‘500 e del ‘600, 2.000 volumi del ‘700, oltre che ad un migliaio di opere del primo ‘800.

Un nucleo ricco e di pregio è costituito da 15 Corali manoscritti: il Corale 1 è un Salterio-Innario del Settecento; il Corale 2 è un Antifonario notturno databile 1451-1500; il Corale 3 risale al 1623; il Corale 4 è un Graduale-Kyriale cartaceo collocabile tra il 1776 e il 1800; il Corale 5 è un Innario scritto a Mantova, nel 1469; il Corale 6 è un Antifonario del 1532; il Corale 7 è un Invitatoriale, databile tra il 1451 e il 1475; i Corali 8 e 9 sono dei Breviari, risalenti agli anni 1476-1500; il Corale 10 è un Antifonario festivo del 1724 scritto da Padre Francesco Franco Maria da Bergamo per il Convento di San Pancrazio di Ponte di Barbarano; il Corale 11 è un Santorale copiato nel 1598; il Corale 12 è un Innario del tardo Ottocento; il Corale 13 è un manoscritto composito del primo Seicento; gli ultimi due Corali, segnati 14 e 15 sono dei Graduali-Kyriali, vergati rispettivamente nel 1533 e nel 1535, in uso per qualche tempo nel convento di San Bernardino di Verona.