Fondo antico

Fondo Anacleto Sasso

P. Anacleto Sasso (1926-1998), frate minore della Provincia Veneta di S. Antonio, trascorse molti anni nel convento di S. Lucia a Vicenza occupandosi della Libreria Internazionale Editrice Francescana (LIEF), finalizzata alla traduzione e alla pubblicazione di testi di carattere francescano. Era un appassionato collezionista di “oggetti francescani” quali cilici, sandali, cestelli per la questua … e soprattutto di santini e immagini devozionali che espone in occasione di diverse mostre e di cui compila i cataloghi.

Si interessò anche al materiale librario antico, come dimostrano i 733 volumi da lui raccolti (per un totale di 841 opere catalogate: 35 del ‘500; 149 del ‘600; 451 del ‘700; 191 del primo Ottocento).

Si tratta prevalentemente di volumi di carattere teologico e devozionale, ma non mancano però anche testi d’architettura come il testo di Bertotti Scamozzi Ottavio, Le fabbriche e i disegni di Andrea Palladio raccolti ed illustrati da Ottavio Bertotti Scamozzi, Vicenza, Giovanni Rossi, 1796; o Le terme dei romani disegnate da Andrea Palladio e ripubblicate con l’aggiunta di alcune osservazioni da Ottavio Bertotti Scamozzi, Vicenza, Tommaso Parise, 1810.

Spiccano alcune prime edizioni: La Historia di Vicenza del sig. Giacomo Marzari, stampata a Vicenza nel 1591 da Giorgio Angelieri; e Venetiae di Audebert Germann, stampata a Venezia apud Aldum (Aldo Manuzio) nel 1583, dedicata a Niccolò da Ponte, doge nel 1578.

Da segnalare che parecchi volumi presentano diverse note di possesso ed ex libris, cosa questa che ha permesso di ricostruire l’identità dei vari possessori e l’iter seguito dai volumi. E’ il caso della Sacra Bibbiatradotta in lingua italiana, e commentata da Giovanni Diodati, Ginevra, Pietro Chovet, 1641. L’esemplare appartenne al poeta e drammaturgo Jacopo Cabianca di nobile famiglia (nato a Vicenza nel 1809 e morto a Longa nel 1878). In seguito il volume in questione venne donato dalla moglie del Cabianca, contessa Sofia Fioravanti Onesti, al sacerdote Iacopo Perazzo nel maggio 1878, come si legge nella lunga annotazione ms. dello stesso Perazzo alla Sacra Bibbia. Infine venne donato a p. Anacleto, assieme ad altri volumi. Fra questi segnaliamo l’Opera di Giovanni Damasceno, stampata a Basilea nel 1575 nell’officina di Henricpetri Sebastien, proviene dalla biblioteca personale del conte austriaco Johann Joachim Enzmilner von Windhag (1600-1678). In seguito alla dispersione della suddetta biblioteca, l’opera giunge nelle mani di Iacopo Perazzo e successivamente a p. Anacleto Sasso.

L’interesse bibliofilico che animava p. Sasso lo porterà anche ad acquistare diversi volumi (prevalentemente di carattere devozionale), come testimoniano i cartellini delle Librerie antiquarie posti sui piatti posteriori o sulle guardie dei volumi.